L’ASA ha fermato una campagna pubblicitaria del colosso petrolifero ed energetico accusandolo di greenwashing
L’autorità britannica del settore pubblicitario blocca una campagna pubblicitaria della multinazionale Shell, tra i principali attori del settore petrolifero, petrolchimico e dell’energia, perché considerata ingannevole per i consumatori.
Secondo l’Advertising Standards Authority, infatti, i video promozionali diffusi online e in televisione e le affissioni che compongono la campagna mostrerebbero solo processi di produzione di energia tramite l’uso di fonti rinnovabili e non inquinanti nonostante la maggior parte degli affari di Shell dipende ancora dai combustibili fossili.
L’obiettivo della campagna era mostrare Shell come un collaboratore nel processo di transizione energetica intrapreso e portato avanti dal Regno Unito. Un portavoce della compagnia britannica ha risposto alla decisione dell’autorità sottolineando che la pubblicità riguarda il lavoro di Shell Energy UK, impegnata nella distribuzione di energia elettrica nel regno e che i consumatori sarebbero ben consapevoli delle responsabilità ambientali dell’azienda principale e del loro impiego di combustibili fossili.
Shell non è l’unica compagnia a finire nelle maglie dell’Advertising Standards Authority. Decisioni simili hanno infatti riguardato recentemente, con le stesse motivazioni, anche la società spagnola Repsol e la società malese Petronas. Tra marzo e aprile scorsi, inoltre, l’ente aveva respinto le campagne pubblicitarie della compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti Etihad Airways e della principale compagnia aerea tedesca Lufthansa, accusate entrambe di ingannare i consumatori riguardo al vero impatto ambientale dei voli aerei.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/NEIL HALL