Il fascino senza tempo del Nord Europa tra vichinghi, castelli e una comunità autogestita da 40 anni. Una terra di storia, sogno e utopia

L’affascinante mitologia norrena affonda le sue radici nel fertile terreno di Scandinavia, Islanda e Fær Øer, luoghi di orizzonti infiniti e paesaggi senza tempo che ispirano naturalmente l’idea di un mondo oltre i confini del mondo.

Scegliere di viaggiare in Nord Europa nei mesi tra maggio e agosto scongiura l’incontro di una temperatura sottozero che potrebbe essere non incline alle corde mediterranee; nonostante scegliere i mesi più miti non permetta di assistere al fenomeno dell’aurora boreale, si possono apprezzare le giornate infinite e riempirsi gli occhi della bellezza illuminata dal sole di mezzanotte, come a Tromsø, dove da maggio il sole non tramonta mai. Sotto la luce perpetua è possibile visitare quello che i cittadini hanno soprannominato il “Teatro dell’Opera della Norvegia”, la Cattedrale dell’Artico – che in realtà è una chiesa e non una cattedrale – progettata dall’architetto norvegese Jan Inge Hovig, che deve il suo soprannome al fatto che ricorda le linee dell’Opera House australiana (dell’architetto danese Jørn Utzon).

In Norvegia, oltre esplorare le distese incontaminate, è possibile viaggiare da Bergen a Kirkenes, toccando 34 porti, a bordo dei traghetti Hurtigruten, il servizio postale dei fiordi che naviga nelle acque norvegesi da oltre 125 anni. Nato per ovviare alla difficoltà di ricevere merci nella Norvegia settentrionale sprovvista di strade fino alla fine della Seconda guerra mondiale, è diventato parte integrante della cultura del posto. Il cibo servito sulla nave è fornito dai pescatori locali, che partecipano all’economia circolare, e il battello postale vanta anche un’alta attenzione all’ambiente: a bordo non viene utilizzata plastica monouso e i rifiuti vengono riciclati, inoltre le navi funzionano in parte a biogas. Il mare che si insinua nella costa inondando un’antica valle glaciale è uno spettacolo unico e non a caso i Fiordi della Norvegia occidentale sono patrimonio Unesco. “Fjord” deriva dall’antico “fjorðr” che significa andare, passare o attraversare e ha la stessa radice del verbo “å fare”, viaggiare, da qui infatti i vichinghi partivano sui drekar alla volta dell’Europa.

Giugno è uno dei mesi migliori anche per scoprire la Scozia, dato che dovrebbe essere uno dei mesi più secchi dell’anno: il clima dovrebbe favorire escursioni e il panorama verde delle brughiere scozzesi risplendere al massimo con le campanule che fanno capolino e i molti uccelli marini che tornano ad abitare le caratteristiche scogliere a picco sul mare. Anche qui le giornate sembrano non finire mai, a Skye l’alba è intorno alle 4 e il tramonto dopo le 23.

Perla scandinava, Stoccolma è costruita su 14 isole e 57 ponti ed è una meta ricca di fascino e cultura, dove perdersi tra le strade di Gamla Stan che si fanno strette per poi trovarsi di fronte a edifici storici in stile gotico baltico che si stagliano alti e maestosi. Spostandosi a Malmö è una meta immancabile Turning Torso, il grattacielo progettato dall’architetto, ingegnere e scultore Santiago Calatrava.

Skógar, in Islanda, è invece la meta perfetta per chi desidera immergersi nella natura più selvaggia. Una delle meraviglie offerte è la cascata Skógafoss – il fiume Skógaá ha origine dal ghiacciaio Eyjafjallajökull – che era, in origine, una scogliera ma oggi si trova a un paio di chilometri dal mare. Inerpicandosi per i circa 470 gradini lo spettacolo è indimenticabile.

Sulla costa settentrionale dell’Estonia, Tallinn è un perla fiabesca, dal 1997 parte del patrimonio dell’umanità dell’Unesco, a partire da Piazza del Municipio nel cuore della Città Bassa è possibile immergersi in atmosfere di altri tempi grazie alla conservazione della struttura urbanistica medievale.

Gli appassionati dei road trip trovano la meta ideale puntando all’arcipelago delle Lofoten. Un viaggio che permette di godere di tutti i diversi scenari che le isole offrono, passando dal villaggio di pescatori di Svolvær nell’isola di Austvågøy al borgo di Henningsvær che si sviluppa in due isole: Heimøya e Hellandsøya, fino a giungere al museo vichingo Lofotr Vikingmuseum per fare il pieno di storia.

In Finlandia le isole Åland offrono uno scenario unico particolarmente adatto a chi ama viaggiare pedalando, qui è possibile scoprire le diverse epoche vissute dalle popolazioni delle isole, da quella svedese del 1200 ai sapori russi ottocenteschi. L’arcipelago conta 6.500 isole, ma sono solo 60 quelle abitate.

Decidendo di visitare il Nord Europa non può mancare la visita a Copenhagen, oltre le classiche visite dei canali, per salutare la Sirenetta di Hans Christian Andersen – statua che ha una lunga storia da raccontare: è stata decapitata due volte (1964 e 1998) da artisti radicali, le è stato amputato un braccio (1984), è stata sottratta al suo scoglio e ha rischiato di essere fatta esplodere (2003) – e passare dal parco divertimenti aperto nel 1843, i Giardini di Tivoli, un’occasione da non perdere poi è una visita a Christiania. Il quartiere è noto come Città Libera di Christiania ed è stato fondato nel 1971 quando sui suoi 34 ettari (0,34 chilometri quadrati), sede di una base militare dismessa, presero piede gli hippie. Viene, infatti, occupata e nasce così una realtà anarchica autogestita tra via Refshalevej e le due sponde del canale Stadsgraven, nel centro di Copenhagen. Gli occupanti decidono di sperimentare un modello alternativo di società, ma riconoscono da subito di pagare le tasse al comune di Copenhagen e allo Stato danese. Christiania ha come inno la canzone di protesta del gruppo rock Bifrost dal titolo esplicativo I kan ikke slå os ihjel ovvero “Non potete ucciderci” e si presenta al mondo come uno spazio libero per musicisti, artisti, attori che passano la vita a sperimentare. Sono numerosi gli spazi culturali e da Christiania hanno preso avvio diverse compagnie teatrali, band, ma anche atelier di pittura ed è stata la prima palestra di molti scultori. A 40 anni dalla sua fondazione, nel giugno 2011, il Ministero della Difesa danese ha trovato un compromesso con gli occupanti: da Copenaghen viene riconosciuto il diritto di usufrutto del territorio a condizione che i residenti acquistino attraverso un fondo l’intero complesso residenziale per 76,2 milioni di corone danesi.

Le terre vichinghe, dunque, sono ricche di sfaccettature diverse ed esplorandole non si esclude di incappare nel Bifrǫst, il ponte dell’arcobaleno che unisce la terra degli uomini alla dimora degli dei, per finire di fronte a Odino mentre prepara le truppe di dei e uomini contro le forze del caos, prima del Ragnarǫk.