Morte 41 persone in uno schianto in autobus, 10 annegati per il rovesciamento di una barca
Erano le 4 questa mattina, una mattina di domenica come tante altre quando improvvisamente un pullmino, che trasportava 48 persone viaggianti da Quetta verso la città di Karachi, ha impattato ad alta velocità un pilone di un viadotto e dopo aver perso il controllo si è schiantato dentro un burrone prendendo fuoco. Nello schianto sono morte almeno 41 persone.
Hamza Anjum, l’assistente del commissario di Bela dove è avvenuto l’incidente, ha riepilogato la dinamica dell’incidente aggiungendo che: «per ora, sappiamo che 39 corpi sono stati recuperati. Altre due persone ferite sono state trasportate all’opsedale di Karachi in gravi condizioni». Altre tre persone, una donna e un bambino, sono stati tratti in salvo dalle lamiere.
Il governatore in capo allo stato del Balochistan, la regione dove è avvenuta la tragedia, Quddus Bizenjo ha espresso il suo dolore e la sua vicinanza e ha proclamato per oggi una giornata di lutto.
Strage di bambini
Ed è altrettanto straziante un’altra notizia di queste ore, sempre riguardante un avvenimento nel paese asiatico. Dieci bambini sono rimasti uccisi e altri 7 feriti nel capovolgimento di una barca nel lago di Tanda Dam Kohat, nella regione nord di Khyber Pakhtunkhwa. L’imbarcazione stava portando almeno 25, ma si ipotizza fino a 30, studenti.
Benché vi siano state violente inondazioni nel paese la maggior parte degli abitanti del Pakistan, nonostante si siano già verificati incidenti di questo tipo, non sa nuotare. Soprattutto le donne, a causa dell’abbigliamento modesto che copre completamente i loro corpi, sono le più propense a diventare vittime di queste calamità: gli abiti infatti, come zavorre, le spingono sotto il pelo dell’acqua creando così un’ulteriore causa di annegamento. Inoltre le leggi iperconservative di matrice islamica, diffuse in larghe aree del paese, impediscono alle ragazze di accedere ai corsi di nuoto.
di: Caterina MAGGI
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