Il presidente Zelensky è tornato a denunciare i “crimini contro l’umanità” della Russia che lascia il Paese in preda al freddo e ai blackout
Zelensky è intervenuto in videoconferenza al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, convocato d’urgenza su richiesta dello stesso presidente ucraino. In questa occasione Kiev ha voluto lanciare l’allarme su “milioni di persone senza riscaldamento, luce, acqua“, con le “temperature sotto zero“, si tratta di un “chiaro crimine contro l’umanità“. Questa mattina il 70% di Kiev era ancora senza elettricità e lunghe code si formano nelle città per acquistare carburante per i generatori.
Zelensky si è dunque nuovamente appellato ai Quindici delle Nazioni Unite ribadendo che “dobbiamo guidare il mondo fuori da questa strada senza uscita. Ci servono le vostre decisioni” perché “chi istiga questa guerra blocca ogni tentativo del Consiglio di portare avanti il suo mandato“. Mosca nel frattempo ha spiegato che i raid contro le infrastrutture energetiche sono state una risposta bellica alla massiccia fornitura di armi da parte dell’Occidente.
Intanto a Kiev è stata ripristinata la fornitura d’acqua in tutta la città, come comunicato dal sindaco su Telegram, ma arrivano i bilanci degli attacchi di ieri: è salito a 10 il numero di civili morti negli attacchi missilistici di ieri pomeriggio. Sono stati colpiti 8 impianti energetici e ci sono stati 50 feriti circa. Lo comunica il procuratore generale dell’Ucraina Kostin.
Incidente diplomatico all’Onu
In un’immagine pubblicata sul profilo twitter dell’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite si vede il diplomatico indossare una maglietta con una scritta offensiva per Vladimir Putin e il dito medio alzato, a ribadire plasticamente il concetto. Immediato il commento di Maria Zakharova: “questo è tutto ciò che rimane al regime di Kiev”.
Intanto il Parlamento europeo ha invitato il Consiglio a inserire “nell’elenco dei soggetti terroristici dell’Ue” anche il gruppo di mercenari Wagner, fondati e diretti da Yevgeny Prigozhin, l’imprenditore russo soprannominato “il cuoco di Putin” per i legami con lo zar. In risposta lui ha diffuso un video in cui in una custodia rigida appare un martello insanguinato con vernice rossa.
Armi chimiche, le accuse Usa
A proposito di armi, da Washington si leva una nuova accusa: secondo gli Usa, prima di giungere ad un confronto nucleare con la Nato Putin potrebbe voler usare delle armi chimiche in Ucraina per recuperare il terreno perso dalle truppe. L’accusa arriva da alcuni funzionari statunitensi e vuole fungere anche da monito per gli alleati, affinché “siano preparati a un evento del genere“. Nuove future risorse saranno quindi stanziate per sistemi di rilevamento di sostanze chimiche.
Macron: “sentirò Putin”, ma il Cremlino smentisce
Si attendono intanto sviluppi sul fronte negoziale. Questa volta prenderà la parola per l’Occidente Emmanuel Macron: il presidente francese ha reso noto ieri che “nei prossimi giorni” avrà un “contatto diretto” con Vladimir Putin.
La notizia non è stata confermata da Mosca, secondo cui «non ci sono ancora piani concordati per una telefonata del presidente russo Vladimir Putin con il presidente francese Emmanuel Macron, né ci sono proposte specifiche in tal senso» ha dichiarato Peskov.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FERMO IMMAGINE