Bambini decapitati al kibbutz di Kfar Aza. Hamas preparava l’attacco da due anni. Stoltenberg: “nessuno cerchi di approfittare del conflitto”

Non si placa il conflitto in Medio Oriente.

Sono almeno 1.417 i morti e 6.268 i feriti di 6 giorni di razzi sulla Striscia di Gaza. Il Jerusalem Post conferma la decapitazione di bambini nel corso dell’attacco di Hamas al kibbutz di Kfar Aza (sud di Israele). Israele riferisce che a Gaza saranno tolte acqua, elettricità e benzina finché gli ostaggi non saranno rilasciati. Tra gli israeliani ci sono invece 1.300 vittime e 3.300 feriti.

“Due anni di preparazione per l’attacco di Hamas a Israele con modalità top secret e con la data di inizio dell’operazione a conoscenza di pochissimi tra i vertici del gruppo islamico”. A rivelarlo a Russia Today tv un dirigente di Hamas, Ali Baraka, secondo il quale anche i Paesi alleati sono stati informati solo dopo l’inizio delle azioni militari.

Il presidente palestinese Abu Mazen ha comunicato: «rigettiamo le pratiche relative all’uccisione o agli abusi sui civili da entrambe le parti perché violano la morale, la religione e il diritto internazionale». Lo ha detto nell’incontro con il re Abdallah di Giordania, citato dalla Wafa. Il leader ha poi chiesto “la fine immediata dell’aggressione al popolo palestinese”.

Gli avvenimenti in corso

«Ogni membro di Hamas è un uomo morto», ha detto il premier Netanyahu. Raid di Israele sono arrivati anche contro la Siria ed hanno colpito gli aeroporti di Damasco e Aleppo centrando depositi di armi iraniane custoditi dagli Hezbollah libanesi filo-iraniani.

Herzi Halevi, il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, ha detto: «L’esercito israeliano sabato scorso, nelle comunità di confine, non ha adempiuto ai suoi doveri di responsabilità nei confronti dello stato di Israele e dei suoi cittadini. L’esercito è responsabile di quella sicurezza. Impareremo, indagheremo ma ora è il tempo della guerra. Gaza non sarà più quella di prima».

«Bisogna fermare quanto prima i raid israeliani su Gaza contro donne e bambini. Il rais di Damasco, alleato dell’Iran, ha inoltre detto che serve “un’azione rapida a livello arabo e islamico per proteggere i palestinesi», ha detto il presidente siriano Bashar Al Assad citato dalla tv di Stato siriana.

Nel frattempo, il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha incontrato Netanyahu a Tel Aviv: «siamo qui, non vi abbandoniamo. Stati e non Stati pensate a cosa fare in questa situazione, non agite contro Israele».

Anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa dopo la riunione dei ministri della Difesa all’Alleanza, facendo in particolare riferimento all’Iran e a Hezbollah ha comunicato: «Israele ha il diritto di difendersi e la protezione dei civili è essenziale. Nessuna nazione o organizzazione ostile a Israele dovrebbe cercare di trarre vantaggio dalla situazione o di intensificare il conflitto».

E poi il segretario Usa alla Difesa, Lloyd Austin: «non abbiamo visto alcuna indicazione che l’Iran fosse coinvolto nella pianificazione o nell’esecuzione di questo attacco (di Hamas). Non ho ancora visto nessuna di queste indicazioni. Ciò che sappiamo a questo punto è che non ci sono indicazioni che fosse così, ma rimarremo concentrati su questo».

Annalena Baerbock domani in Israele

Domani, 13 ottobre, sarà previsto l’arrivo di Annalena Baerbock, ministro degli Esteri tedesco, in Israele in visita di solidarietà dopo l’attacco di Hamas. Ad annunciarlo un portavoce del ministero degli Esteri, come riportano i media tedeschi.

Crosetto: “non ci tiriamo indietro”

«L’Italia non si è mai tirata indietro, qualora fosse richiesto dalla comunità internazionale e dall’Onu un impegno di pace di questo tipo saremmo i primi disponibili ma adesso nessuno ha chiesto qualcosa di simile». Lo ha comunicato il ministro della Difesa Guido Crosetto a seguito della riunione ministeriale della Nato rispondendo a chi gli chiede di un eventuale impegno italiano per gestire i corridoi umanitari a Gaza. 

Poi Piantedosi al question time al Senato: «i recenti tragici avvenimenti impongono una rinnovata e più elevata attenzione, in particolare attraverso il potenziamento delle attività interforze per i controlli delle frontiere e di quelle effettuate dalle specifiche task force operanti nelle principali aree di sbarco e negli hotspot nazionali».

di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/ABED AL HASHLAMOUN