Un anno in cui si è parlato tanto di cinema, tra film premiatissimi e successi al botteghino
Il 2024 è stato un anno pieno di cinema. Tanti i film usciti che hanno raccolto il plauso di pubblico e critica, hanno fatto discutere o hanno semplicemente monopolizzato l’attenzione. In generale, le sale cinematografiche già dal 2023 hanno aumentano gli incassi: secondo i dati ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali) lo scorso anno le sale italiane hanno registrato un incasso complessivo di 495 milioni di euro, che si è tradotto in un aumento del 62% dei biglietti venduti rispetto al 2022. Questo è dovuto anche a film che hanno avuto un grande successo in Italia, così come a livello mondiale, basti pensare a Barbie di Greta Gerwig e a Oppenheimer di Christopher Nolan, che ha sbancato agli Oscar 2024 (e non solo).
Una situazione che, però, non rispecchia la realtà delle lavoratici e dei lavoratori del cinema e dell’audiovisivo in generale. In Italia si fa ancora fatica a riconoscere tutele ai professionisti del settore tra compensi bassi, gender gap, la discussa riforma del tax credit, la mancata contrattazione collettiva nazionale, come ci hanno raccontato Luca Lucini e Francesca Comencini, che abbiamo intervistato in occasione dell’accordo interassociativo stipulato tra le associazioni AIR3 (di cui Lucini è presidente) e 100 Autori (di cui è presidente Comencini), che ha l’obiettivo di migliorare la condizione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’audiovisivo. Ma, come hanno mostrato gli scioperi degli sceneggiatori e degli attori negli Stati Uniti, sono tanti i temi sul tavolo, dalle piattaforme di streaming alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale.
A tenere banco nell’anno che sta per concludersi sono stati alcuni film e, ovviamente, le cerimonie di premiazione.

Tra i film del 2023 che hanno vinto il maggior numero di premi nel 2024 ci sono Povere Creature! (Poor Things) di Yorgos Lanthimos, basato sull’omonimo romanzo dello scrittore scozzese Alasdair Gray, e Oppenheimer di Christopher Nolan, incentrato sulla vita del fisico teorico J. Robert Oppenheimer, noto per essere stato il direttore del Progetto Manhattan, che portò allo sviluppo della prima bomba atomica. Povere Creature! , dopo aver vinto il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia nel 2023, si è aggiudicato quattro premi Oscar (Miglior Attrice a Emma Stone, Migliore scenografia, Migliori costumi, Miglior trucco e acconciatura), due Golden Globe (Miglior Film Commedia o Musicale e Miglior Attrice a Stone) e cinque BAFTA (Miglior Attrice protagonista, Migliori costumi a Holly Waddington, Miglior trucco e acconciatura, Miglior scenografia e Migliori effetti speciali). Oppenheimer ha vinto 7 Oscar (Miglior Film, Miglior Regista a Nolan, Miglior Attore a Cillian Murphy – che ha vestito i panni dello scienziato – Miglior Attore Non Protagonista a Robert Downey Jr., Miglior Montaggio a Jennifer Lame, Miglior Fotografia a Hoyte van Hoytema e Miglior Colonna Sonora Originale a Ludwig Göransson), cinque Golden Globe (Miglior Film Drammatico, Miglior Regista, Miglior Attore in un film drammatico a Murphy, Miglior Attore Non Protagonista a Downey Jr., Miglior Colonna Sonora Originale a Göransson) e 7 BAFTA (Miglior Film a Nolan, Emma Thomas e Charles Roven, Miglior Regista, Miglior Attore protagonista a Cillian Murphy, Miglior Attore Non Protagonista a Robert Downey Jr., Miglior Colonna Sonora a Göransson, Miglior Fotografia a Hoyte van Hoytema e Miglior Montaggio a Jennifer Lame).
Ad amplificare l’eco di Oppenheimer è stata anche la sua uscita al cinema in concomitanza con Barbie, il 21 luglio 2023: per questo particolare evento è stato coniato il neologismo Barbenheimer. Un fenomeno composto anche da meme e contenuti virali sui social che hanno fatto il giro del mondo: molte persone hanno deciso di vedere entrambi i film – diversissimi sotto ogni punto di vista – lo stesso giorno.
Come abbiamo visto i film di Nolan e Lanthimos hanno trionfato anche ai Golden Globe e alla 77esima edizione dei BAFTA (British Academy Film Awards, tenutasi a febbraio alla Royal Festival Hall di Londra, ma ci sono altre pellicole che hanno avuto successo. Ad esempio, La zona d’interesse di Jonathan Glazer, che ha vinto tre statuette: Miglior film britannico, Miglior Film in lingua straniera (è recitato in polacco, tedesco e yddish) e Miglior Sonoro (a Johnnie Burn e Tarn Willers). Il film di Glazer, che racconta l’Olocausto senza mai mostrarlo, è stato uno dei protagonisti della stagione dei festival del 2024, insieme a Anatomia di una caduta di Justine Triet, che agli Oscar britannici ha vinto il premio per Miglior Sceneggiatura Originale. Il film della regista francese si era già aggiudicato la Palma d’Oro alla 76esima edizione del Festival di Cannes. Premiato anche Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki come Miglior Film d’Animazione: la pellicola, arrivata nelle sale italiane il 1° gennaio 2024, ha vinto lo stesso premio anche agli Oscar.

La 96esima edizione degli Academy Awards, tenutasi il 10 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles con la conduzione di Jimmy Kimmel, è stata – come ci si poteva aspettare – un concentrato di spettacolo, attualità, politica, comicità a servizio dei meme. Come anticipato, la pellicola più premiata è stata Oppenheimer con ben 7 Oscar a fronte di 13 nomination, con una particolarità in più: Cillian Murhpy è diventato il primo attore irlandese a essere premiato come Miglior Attore. Qui Murphy se la giocava con Bradley Cooper per la sua performance in Maestro (di cui era anche regista), Colman Domingo per Rustin, Paul Giamatti per The Holdovers e Jeffrey Wright per American Fiction. Nessun premio, invece, per Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, nonostante le 10 nomination. La protagonista Lily Gladstone è stata la prima persona nativa americana ad aggiudicarsi un Golden Globe come Miglior Attrice. Secondo Oscar, invece, per Emma Stone e la sua perfomance in Povere Creature!, dopo quello ricevuto per La La Land nel 2017, sempre come Miglior Attrice Protagonista.
Nella cinquina per Miglior Film Internazionale c’era anche Io capitano di Matteo Garrone: la statuetta è andata a Lo zona d’interesse, ma la pellicola ha ricevuto altri premi, come 7 David di Donatello – tra cui Miglior Film e Miglior Regia – il Leone d’Argento alla Regia e il Premio Marcello Mastroianni a uno dei due protagonisti, Seydou Sarr, all’80esimo Festival di Venezia.
Polemica, invece, per le nomination di Barbie: il film ha ottenuto 8 candidature, tra cui Miglior Film, Migliore Attore Non protagonista per Ryan Gosling (nel ruolo di Ken) e Miglior Attrice Non Protagonista per America Ferrera (interprete di Gloria), ma sono mancate quelle in categorie come Miglior Regista per Greta Gerwig e Miglior Attrice Protagonista per Margot Robbie. Una decisione che ha scatenato un dibattito non solo sul cinema ma anche sulla rappresentazione e lo spazio che le donne anno nell’industria cinematografica. Intanto la pellicola ha portato a casa la statuetta per Miglior Canzone originale grazie a What Was I Made For? di Billie Eilish e Finneas O’Connell.
Come detto gli Oscar sono anche spettacolo. Tra i momenti che ricorderemo: Ryan Gosling che si esibisce con I’m Just Ken, canzone tratta dal film Barbie, John Cena che presenta le nomination per la categoria Migliori costumi nudo, coperto solo dalla busta con i nomi dei vincitori, e Messi, il border collie protagonista di Anatomia di una caduta, che applaude (con zampe finte).

La 77esima edizione del Festival di Cannes è stata foriera di sorprese, a partire dalla Palma d’Oro, andata, contro ogni pronostico, ad Anora di Sean Baker, commedia che racconta del legame tra la sex worker Anora, detta Ani (interpretata da Mikey Madison) e Ivan (Mark Ėjdel’štejn), figlio di un oligarca russo che le propone di fingere di essere la sua fidanzata per una settimana per 15mila dollari. Ad assegnare i premi per la categoria principale dei film in concorso è stata la giuria presieduta da Greta Gerwig e composta da Lily Gladstone, dal regista spagnolo Juan Antonio Bayona, dalla fotografa turca Ebru Ceylan, dalla regista libanese Nadine Labaki, dall’attrice francese Eva Green, dall’attore francese Omar Sy, dall’attore italiano Pierfrancesco Favino e dal regista giapponese Hirokazu Kore’eda. Il Premio della giuria è andato aEmilia Pérez, film di Jacques Audiard che racconta la storia dell’affermazione di genere di Emilia Pérez, boss del narcotraffico. Karla Sofía Gascón, interprete della protagonista, è stata la prima attrice transgender a vincere il Prix d’interprétation féminine, condiviso con le altre attrici del cast Selena Gomez, Adriana Paz e Zoe Saldana.
Il premio per la Miglior Sceneggiatura (Prix du scénario) è andato a The Substance della regista e sceneggiatrice francese Coralie Fargeat, al suo primo film in lingua inglese. Il film, un body horror femminista con protagonista Demi Moore, è arrivato nelle sale cinematografiche italiane il 30 ottobre 2024.
Nessun premio, invece, per Paolo Sorrentino, in gara con Parthenope, unico film italiano in concorso, arrivato nelle sale il 24 ottobre 2024. In compenso ha generato diversi meme.
Menzione speciale per il cane Kodi, tra i protagonisti di Dog On Trial di Laetitia Dosch (presentato nella sezione Un Certain Regard) vincitore della Palm Dog 2024 per la miglior interpretazione canina. L’anno precedente il film era andato a Messi, orami star e protagonista di Anatomia di una caduta.

L’appuntamento con le cerimonie di premiazione è proseguito, ovviamente, con la Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, arrivata alla sua 81esima edizione. Ad aggiudicarsi il Leone d’Oro al Miglior Film è stato The Room Next Door (La stanza accanto) di Pedro Almodóvar. Si tratta del primo film in lingua inglese del regista spagnolo, che per la prima volta riceve il premio principale del Festival di Venezia.Un riconoscimento importante per la pellicola, che tratta il tema dell’eutanasia e del diritto di scegliere il proprio fine vita.Le protagoniste sono Tilda Swinton e Julianne Moore.
Il Festival di Venezia ha segnato un altro grande riconoscimento per il cinema italiano: il Leone D’Argento – Gran premio della Giuria è andato a Vermiglio di Maura Delpero, candidato come Miglior Film Straniero ai Golden Globe, che si terranno il 6 gennaio 2025.
Il Leone d’argento – Premio speciale per la regia – è andato a Brady Corbet per The Brutalist, mentre il Premio per la migliore sceneggiatura è andato aMurilo Hauser e Heitor Loregaper Ainda Estou Aqui di Walter Salles. La Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione femminile è andata a Nicole Kidman per Babygirl di Halina Reijn, mentre quella per la Miglior Interpretazione maschile a Vincent Lindon, protagonista di The Quiet Son (Jouer avec le feu) di Delphine e Muriel Coulin. Ad aggiudicarsi il Premio Speciale della Giuria è stato April di Dea Kulumbegashvili, mentre il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente è andato a Paul Kircher, protagonista di Leurs Enfants Après Eux di Ludovic e Zoran Boukherma.
Nessun premio, invece, per Queer di Luca Guadagnino, tratto dal romanzo di William S. Burroughs: una scelta che ha fatto discutere. Nessuna statuetta anche per il discusso Joker: Folie à Deux di Todd Philips, sequel del fortunato Joker del 2019 interpretato da Joaquin Phoenix e Lady Gaga, e Maria, film di Pablo Larrain sugli ultimi anni di vita Maria Callas, che qui ha il volto di Angelina Jolie.
Tra i film presentati fuori concorso Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini, L’orto americano di Pupi Avati – film di chiusura – e Beetlejuice Beetlejuice di Tim Burton, che ha aperto il festival. Il celebre regista americano è tornato con il sequel del suo Beetlejuice del 1988, film che ha contribuito a definire il suo immaginario e la sua cifra stilistica.
C’è stato, poi anche la 74esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, conosciuto come Berlinale. Ad aggiudicarsi l’Orso d’Oro è stato il documentario Dahomey della regista Mati Diop. L’Orso d’Oro alla carriera, invece, è andato a Martin Scorsese.

Veniamo ai premi tutti italiani. Ai David di Donatello, come anticipato, ha trionfato Io capitano di Garrone, che si è aggiudicato 7 premi a fronte di 15 candidature, tra cui Miglior Film e Miglior Regia. A seguire troviamo C’è ancora domani di Paola Cortellesi, con 6 statuette, tra cui Miglior Regista Esordiente e Miglior Sceneggiatura Originale. La pellicola è stato un grandissimo successo di pubblico e di critica ed è stata la più vista e quella con il maggior incasso del 2023. Poi, cinque premi per Rapito di Marco Bellocchio, tre per Palazzina Laf di Michele Riondino e uno per Adagio di Stefano Sollima. Tra gli altri film in lizza Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti, La chimera di Alice Rohrwacher, Felicità di Micaela Ramazzotti, Stranizza d’Amuri di Giuseppe Fiorello e Disco Boy di Giacomo Abruzzese.
Io capitano ha trionfato anche ai Nastri d’Argento, vincendo 7 premi tra cui, ancora una volta, quelli per Miglior Film e Miglior Regista. Palazzina Laf ha ottenuto cinque riconoscimenti, tra cui Miglior Regista Esordiente e Miglior Attore Protagonista, entrambi a Michele Riondino, e Miglior Sceneggiatura a Maurizio Braucci e Riondino. A C’è ancora domani di Cortellesi è andato il Nastro d’Argento dell’Anno. Tra gli altri film in concorso citiamo (ma sono solo alcuni) Confidenza di Daniele Luchetti, basato sull’omonimo romanzo di Domenico Starnone, Enea di Pietro Castellitto, Gloria! della regista, cantautrice e attrice Margherita Vicario e Challengers di Luca Guadagnino. Proprio il film con Zendaya, Josh O’Connor e Mike Faist ha lanciato – o meglio, rilanciato – il tenniscore, estetica che si rifà ai campi da tennis e all’immaginario legato a questo sport. Una tendenza, questa, che si inserisce in quella più ampia dello sportcore, molto presente sul grande schermo e non solo.
Andando oltre i festival, in questo 2024 si è spinto, come accade da ormai da diverso tempo, sul fattore nostalgia con, ad esempio, il reboot/remake de Il corvo (diretto da Rupert Sanders), adattamento cinematografico del fumetto omonimo di James O’Barr, a 30 anni di distanza dal primo film di Alex Proyas, e Il Gladiatore II di Ridley Scott, sequel della pellicola diretta dallo stesso regista nel 2001.
Anche quest’anno sono stati celebrati anniversari per ricordare figure importanti del cinema italiano come Pier Paolo Pasolini, ucciso il 2 novembre di 49 anni fa, e Monica Vitti, scomparsa nel 2022, che il 3 novembre avrebbe compiuto 93 anni.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/ALLISON DINNER